Come conservare un vino pregiato in casa

Wine Me More

Una delle risorse più importanti per il vino è il tempo. Il tempo infatti entra in gioco in diversi modi lungo tutto il processo di produzione.

Per esempio, c’è il tempo necessario a rendere produttiva una nuova vigna, o quello necessario a portare una pianta a maturazione. Poi c’è il tempo che si impiega nella selezione dei grappoli, in modo da usare solo materia prima di provata qualità. O, ancora, il tempo che il vino passa in cantina dopo la fermentazione, durante il quale esso è accuratamente seguito e “coccolato” dall’enologo, per assicurare uno sviluppo ottimale del prodotto. E poi in certi casi c’è il tempo della maturazione e dell’affinamento, durante il quale i vini speciali acquisiscono il loro carattere unico.

Per esempio, il nostro Battichiè Riserva del Fondatore 2019 riposa per 6 mesi in vasca, 12 in barrique francesi, altri 6 mesi in vasca e infine fra i 6 e gli 8 mesi in bottiglia, prima di essere messo in commercio.

Ogni fase del lungo viaggio del Battichiè porta il vino verso livelli qualitativi superiori. Una volta acquistato puoi decidere di aprirlo subito e così scoprire i suoi tesori. Ma, se riesci a controllare la curiosità e l’emozione, puoi anche scegliere di lasciare affinare ancora il vino e rimandare la degustazione di qualche mese o anno.

In generale vini pregiati come Battichiè possono durare a lungo ed evolvere in maniera interessante. E possono essere farlo anche se sono conservati a casa, a patto di seguire alcune indicazioni fondamentali. L’obiettivo è coltivare le potenzialità di invecchiamento del vino ed evitare che si rovini.

La giusta temperatura e umidità

Il primo fattore da considerare per mantenere i vini in salute è la temperatura di conservazione. Questa deve essere regolata in modo da permettere al vino di riposare e maturare in modo regolare e graduale. In generale, più la temperatura sale e più il processo vitale del vino accelera e dunque il vino esaurisce il suo potenziale di invecchiamento. La temperatura però non deve essere troppo bassa perché il vino è un composto organico che non sopravvive bene in ambienti troppo freddi. Perciò, innanzitutto è fondamentale esporre il vino a una temperatura adeguata. Per garantire un’evoluzione regolare, è anche importante evitare gli sbalzi termici: la temperatura deve essere il più costante possibile.

La temperatura di conservazione ideale di un vino è fra i 15 e i 18 °C. Spesso questa è chiamata ‘temperatura ambiente’, ma in realtà ogni ambiente reale (a differenza di uno ideale) ha una sua temperatura naturale, che quasi sempre è superiore a quella che abbiamo indicato. Non è però il caso di preoccuparsi troppo. Infatti, se proprio non si riesce a trovare in casa una stanza così fresca, allora è sufficiente conservare i vini a una temperatura costante di 20-22 °C. Non è troppo calda e i tuoi vini si troveranno perfettamente a loro agio.

Oltre alla temperatura, è anche importante assicurarsi che l’ambiente di conservazione non sia troppo secco. Una certa umidità è particolarmente importante per mantenere il tappo morbido e ben aderente al collo della bottiglia. La mancanza di aderenza del tappo lascia penetrare troppo in fretta l’ossigeno e questo è uno dei modi più comuni di rovinare un vino.

Sono tante le persone che conservano i vini in cucina. In realtà si tratta di uno dei luoghi peggiori per conservare i vini. Infatti, fra fornelli, forno e altri elettrodomestici che si accendono e si spengono, è davvero difficile che la cucina abbia una temperatura costante e sufficientemente fresca. Anche i tanti odori e aromi tipici di una cucina rischiano di penetrare nel tempo dentro una bottiglia di vino e comprometterne il carattere. Dunque, se puoi pensa a un’altra stanza.

E il frigo? Be’, anche il frigo non è esattamente un buon ambiente di conservazione. La temperatura media di un frigo è troppo bassa e anche l’umidità può risultare insufficiente. Queste non sono condizioni favorevoli all’evoluzione di un vino. In realtà, il frigo serve solo a raffreddare una bottiglia troppo calda, specialmente se si tratta di vino bianco o frizzante. Generalmente, bastano fra i 20 minuti e un’ora.

I vini importanti vanno coccolati anche in casa

Devi cercare di non disturbare le bottiglie, di lasciare che il vino riposi il più comodamente possibile. A questo scopo, le bottiglie andrebbero conservate orizzontali. In questo modo, il vino rimarrà a contatto con il tappo, che così eviterà di seccarsi o restringersi, e non lascerà penetrare ossigeno nella bottiglia.

Come per noi è normale dormire meglio in un ambiente buio, anche nel caso del vino il buio ne favorisce il riposo e l’evoluzione regolare. La luce infatti è un nemico non meno insidioso del calore, perché può provocare reazioni chimiche indesiderate che spesso rovinano i vini. Non lasciare mai, nemmeno per poco tempo, una bottiglia sotto il sole o sotto un’intensa luce artificiale.

Un’idea pratica e semplice per soddisfare tutte queste necessità (temperatura, umidità, neutralità olfattiva, oscurità) è conservare i vini – e specialmente quelli di maggior pregio – dentro un apposito armadio o mobile chiuso. Per migliorare l’isolamento termico puoi rivestire le pareti interne con del polistirolo. Ed è fondamentale liberare l’armadio da odori o profumi.

Ricorda poi che le bottiglie vanno maneggiate con delicatezza. Bisogna evitare scossoni durante il trasporto e non bisogna lasciare le bottiglie in ambienti esposti a vibrazioni.

In commercio si trovano tanti tipi di cantinette refrigerate, create appositamente per conservare i vini in modo ottimale. Questi elettrodomestici permettono di regolare i parametri fondamentali, come temperatura e umidità. Ne esistono di capienze diverse, anche con reparti separati per conservare in modo diverso tipologie diverse di vino.

Eccoti, dunque, diverse opzioni di conservazione. La tua scelta dipenderà da fattori come il tipo di ambiente a disposizione, il numero di bottiglie, il tipo di vino. Puoi iniziare a costruire la tua cantina personale lasciando invecchiare solo poche bottiglie (per esempio, tre per tipologia di vino), che poi andrai a stappare dopo qualche mese o qualche anno. Fare esperienza (anche commettendo qualche errore) rimane il modo migliore per imparare. A tale proposito, ti do un ultimo consiglio: documenta le degustazioni in un taccuino, indicando la data in cui hai stappato la bottiglia e il tempo di conservazione ulteriore dopo l’acquisto. 

Raccontami la tua esperienza!

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Susana Alonso – Sorsi di Web

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